Brevetti e marchi > Gli accordi di segretezza

IL KNOW-HOW NELLA NORMATIVA ITALIANA

Il patrimonio conoscitivo aziendale, anche quando non è coperto da diritti di privativa, gode di una - seppur parziale - forma di tutela giuridica. La legge, infatti, riconoscendo l'importanza delle informazioni segrete, concede al titolare delle stesse una protezione soggettivamente e oggettivamente relativa, che si concretizza nella previsione di una serie di fattispecie in cui è posto a carico di determinate persone un obbligo di segretezza. Manca, invece, all'invenzione non brevettata e agli altri "segreti", una tutela generale che dia al titolare il potere di inibire indistintamente ai terzi il loro utilizzo. Tale lacuna risponde ad una esigenza di politica legislativa e, in particolare, all'esigenza di non assecondare colui che preferisce sfruttare una nuova tecnologia in regime di segreto, piuttosto che brevettare l'invenzione rendendola nota alla collettività.

TUTELA GIURIDICA DEL SEGRETO

Gli strumenti a tutela del segreto industriale sono rappresentati da norme di varia natura:

  1. in primo luogo vengono sanzionati penalmente i comportamenti lesivi del segreto professionale e del segreto industriale (artt. 622 e 623 c.p.);
  2. in secondo luogo un obbligo di segretezza è previsto, ai sensi dell'art. 2105 c.c., nei confronti del dipendente, per la durata del rapporto di lavoro, prorogabile con un patto di non concorrenza;
  3. infine, a seguito dell'Accordo sugli aspetti dei diritti di proprietà intellettuale attinenti al commercio del 1995 (TRIPs), che ha determinato l'introduzione nella legge italiana sui brevetti dell'art. 6-bis, la tutela del segreto è stata esplicitamente inserita nella tematica della concorrenza sleale.
Ai sensi del predetto articolo, costituisce atto di concorrenza sleale la rivelazione a terzi, l'acquisizione o l'utilizzazione da parte di terzi in modo contrario alla correttezza professionale di informazioni aziendali o commerciali segrete, nonché di dati relativi a prove, o di altri dati segreti la cui elaborazione comporti un considerevole impegno ed alla cui presentazione sia subordinata l'autorizzazione all'immissione in commercio di prodotti implicanti l'uso di nuove sostanze chimiche.
Affinchè il patrimonio conoscitivo aziendale sia suscettibile di tutela ex art. 6 bis l.inv., comunque, è necessario che le informazioni de quibus:
  1. siano segrete, nel senso che non siano nel loro insieme, o nella precisa configurazione e combinazione dei loro elementi, generalmente note o facilmente accessibili agli esperti ed agli operatori del settore;
  2. abbiano valore economico in quanto segrete;
  3. siano sottoposte, da parte delle persone al cui legittimo controllo sono soggette, a misure da ritenersi ragionevolmente adeguate a mantenerle segrete.

LA NECESSITA' DEGLI ACCORDI DI SEGRETEZZA

L'assenza, come si è detto, di una tutela universale del segreto, condiziona decisamente i trasferimenti delle tecnologie non brevettate e rende indispensabile la stipulazione di particolari contratti detti "accordi di segretezza".
La fonte principale di tutela resta, dunque, il potere contrattuale, capace di proteggere il titolare esclusivamente dai soggetti pattiziamente determinati.
Gli accordi di segretezza generalmente vengono stipulati durante le trattative per la conclusione dei contratti di trasferimento di tecnologia. E' interesse del futuro alienante, infatti, che le informazioni segrete da comunicare nella fase precontrattuale non diventino di dominio pubblico. Se gli accordi di segretezza si rivelano particolarmente importanti nelle trattative per il trasferimento di know-how, essi sono consigliabili anche nel caso di trasferimento di tecnologie brevettate: accade spesso, infatti, che le comunicazioni tra i contraenti nella fase negoziale riguardino informazioni riservate, non contenute nei documenti brevettuali. Inoltre, anche questi stessi documenti rimangono segreti fino al momento della pubblicazione, che nel nostro paese avviene, di regola, dopo 18 mesi dalla data di deposito della domanda di brevetto.

CONTENUTO DEGLI ACCORDI

Negli accordi in questione dovrebbe essere prevista, a carico di chi riceve le informazioni, un'adeguata penale da applicare nell'ipotesi in cui questi venga meno all'obbligo di confidenzialità. Oltre che in funzione deterrente, la predisposizione di detta penale è consigliabile al fine di evitare gli inconvenienti derivanti dalla difficoltà di determinare l'importo dei danni causati dalla violazione dell'obbligo di segretezza; sicchè, in caso di inadempimento il cessionario non sarà tenuto a dimostrare l'an ed il quantum del danno.
Oltre quelli stipulati in forma autonoma, normalmente riscontriamo anche accordi di segretezza nei contratti di licenza di tecnologia sotto forma di clausola di riservatezza.
Onde non vanificare la lunga efficacia del segreto è opportuno che l'obbligo di segretezza, in tal caso, sia convenuto non solo per il periodo di durata del contratto, ma anche per il periodo successivo alla sua cessazione. E' dubbia, però, la validità di accordi che impongano sine die al licenziatario un obbligo di segretezza; pertanto, per essi dovrebbe essere previsto un limite temporale accettabile.
In caso di violazione di un accordo di segretezza, l'unica tutela di cui l'alienante potrà disporre è rappresentata dal risarcimento del danno provocato da una responsabilità per inadempimento contrattuale.